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1928
Nel corso di una riunione al Teatro lirico, Marinetti sostiene i futuristi
locali, tra i quali il sedicenne Aligi Sassu, indicandolo come una promessa
dell'arte italiana. Lo stesso anno, sempre Marinetti invita il giovane
pittore alla Biennale di Venezia, dove espone due opere: Nudo plastico
e L'uomo che si abbevera alla sorgente.
1929
Frequenta l'Accademia di Brera, dove conosce tra gli altri Lucio Fontana,
Nino Strada, Candido Grassi, Luigi Grosso, Fabrizio Clerici. Ma presto
deve abbandonare gli studi per motivi economici. Comincia allora a frequentare
l'Accademia libera, istituita da Barbaroux (direttore della Galleria Milano).
Oltre a Sassu, vi affluiscono anche Renato Birolli, Giacomo Manzù,
Adriano Spilimbergo, Fiorenzo Tomea. Tale accademia durò, però,
solo pochi mesi, anche a causa di ristrettezze economiche: Sassu vendeva
qualche opera ad architetti presentatigli da Eduardo Persico. Nella primavera
del 1929 Sassu organizza una mostra collettiva nei locali di un dopolavoro
in via Piero della Francesca; nello stesso periodo espone, sempre in una
collettiva, nel ridotto del Teatro Arcimboldi, diretto dall'ex-attore
e futuro gallerista Ettore Gianferrari. In questi anni, in antitesi alla
poetica di Novecento, avvia le serie degli Uomini rossi e dei Ciclisti.
1930
Alla Galleria Milano, in una collettiva con Grassi, Manzù, Giuseppe
Occhetti, Gino Pancheri e Strada espone dipinti di paesaggio e di figura.
La mostra, presentata da Raffaello Giolli, riscuote un buon successo ed
è recensita tra gli altri da Carlo Carrà sull'Ambrosiano.
1932
Nel mese di febbraio espone alla Galleria del Milione, con Birolli, Gianni
Cortese, Grosso, Manzù e Tomea. L'esposizione suscita molto interesse,
tanto che Sandro Bini, allora giovane critico in servizio militare a Firenze,
dedica a Sassu una pubblicazione (Aligi Sassu, fisime e nostalgie della
critica) che costituisce il primo studio sul lavoro del pittore. Per incontrare
Bini, Sassu parte per Firenze in bicicletta, dove visita il convento di
San Marco e gli Uffizi, rimanendo impressionato soprattutto dalla Battaglia
di San Romano di Paolo Uccello, un'opera che avrà notevoli influenze
sulla sua pittura.
1934
Nell'autunno parte per Parigi. Durante il soggiorno, di circa tre mesi,
frequenta la biblioteca Sainte Geneviève, dove legge i Diari di
Delacroix, e naturalmente i grandi musei: studia l'opera di Géricault,
di Renoir e quella degli impressionisti; alla Galleria Paul Guillaume
visita una mostra di Matisse, rimanendo colpito dal modo di usare il colore,
che gli rammenta gli affreschi di Delacroix in Saint Sulpice, dove si
recava "come in pellegrinaggio" ogni settimana, mentre le ricerche
surrealista e astrattista all'avanguardia in quel periodo
sembrano non interessarlo. Amico del pugile Cleto Locatelli campione
europeo dei pesi leggeri , spesso frequenta le palestre di boxe,
sport cui dedica numerosi quadri e disegni. Conosce tra gli altri Alberto
Magnelli, Gualtieri di San Lazzaro, Filippo De Pisis, Massimo Campigli,
Leonor Fini, Fernand Léger, Gino Severini e il critico Lionello
Venturi. Lo scrittore Antonio Aniante, autore in Francia di una biografia
di Mussolini, organizza per Sassu, Tomea e Francis Gruber una mostra alla
Galerie des quatre chemins ma nessun quadro è venduto. In questo
periodo comincia a dipingere i primi Caffè, tema suggeritogli anche
dalla catena di caffè Chez Dupont da poco inaugurata a Parigi.
1935
Inizia l'attività clandestina antifascista: il suo gruppo, di cui
facevano parte anche Raffaele De Grada, Grosso e Renato Guttuso, è
in collegamento con altri formatisi in Italia (Roma, Sicilia) e all'estero
(Lugano, Parigi). Si incontrano nei caffè o in casa di De Grada
e di Gabriele Mucchi; ricevono giornali clandestini e materiali di propaganda.
Durante la guerra civile spagnola Sassu e compagni svolgono un'intensa
attività, diffondendo manifestini e organizzando dimostrazioni
in Valtellina, nel Novarese, in fabbriche e locali pubblici di Milano
e di Sesto San Giovanni.
1937
In occasione del successo delle brigate internazionali contro le truppe
volontarie fasciste, nella battaglia di Guadalajara, Sassu e De Grada
preparano un testo inneggiante all'insurrezione. La mattina del 6 aprile
la polizia dell'OVRA compie una perquisizione nello studio del pittore,
trovandovi il manoscritto per il manifesto e la carta per stamparlo. Sassu
è accusato di complotto e rischia 24 anni di reclusione. Nei giorni
seguenti vengono arrestati anche Nino Franchina, Grosso, Beniamino Joppolo,
Giuseppe Migneco e Birolli; altri arresti sono compiuti a Genova e in
diverse città italiane. Dopo l'interrogatorio Sassu viene deferito
al Tribunale Speciale di Roma. Come testimoniano le lettere, la detenzione
mette a dura prova la sua resistenza fisica e psicologica, soprattutto
per l'impossibilità di dipingere, argomento su cui spesso riflette.
Il 13 aprile scrive: "Cosa sarà di me?
Questo interrogatorio
mi ossessiona come l'attesa, ma il tempo porrà la sua ombra anche
su ciò. Dopo un periodo di tempo così spiritualmente brutto
e vuoto per me, come è stato questo inverno, anche questa prova
è dura. Quando stavo superando un periodo di insoddisfazione morale,
di tormenti spirituali e di inattività artistica, e cominciavo
a dipingere e a riordinare le esperienze delle opere viste l'anno passato,
e di ciò che la natura mi aveva insegnato, è duro trovarsi
d'un tratto troncata ogni attività dello spirito per una lotta
bestiale con la materia". Verso la fine di giugno è trasferito
al carcere di Regina Coeli, a Roma: il Tribunale Speciale conduce sommariamente
l'istruttoria, procedendo nell'interrogatorio di Sassu e degli altri imputati.
Giornali e stazioni radio di Parigi e Londra chiedono di poter inviare
loro corrispondenti ad assistere al processo; Mussolini acconsente e,
tra il 12 e il 13 ottobre, viene celebrato il solo processo politico di
quel periodo che abbia pubblicità in Italia e all'estero. Per Sassu,
difeso dall'avvocato Maurizio Ferrara, l'accusa è di sovvertimento
dell'ordine dello Stato; il processo si conclude con la condanna del socialista
Sassu e di altri imputati comunisti (accusati di preparare la dittatura
della classe operaia) a dieci anni di reclusione.
1938
Trasferito nel carcere di Fossano, in Piemonte, passa i primi quindici
giorni in cella d'isolamento, due piani sotto il livello stradale. Nei
mesi successivi vive in camerata, tra altri detenuti politici. Con sua
grande soddisfazione gli sono concessi quaderni per scrivere e album per
disegnare. Gli appunti, oltre a rilevare interessi filosofici (l'Estetica
di Croce è tra i suoi libri preferiti), testimoniano stati di angoscia.
Vi si legge tra l'altro: "Disperazione
senza passione e desiderio
del nulla e morte
Non ho nessuna volontà
Morte è
meglio di vivere". Nei quattrocento e più disegni eseguiti
negli otto mesi passati a Fossano si trovano soggetti a lui cari, come
ciclisti, scene storiche e allegoriche e qualche autoritratto. Benché
condannato a dieci anni di reclusione, il 27 luglio del 1938 il re gli
concede la grazia, continuamente sollecitata dal padre Antonio. Uscito
dal carcere, pur se "sorvegliato speciale" e col divieto di
esporre in pubblico, continua a dipingere opere di opposizione, in cui
la metafora politica emerge chiaramente: Spagna 1937 e La morte di Cesare
(quest'ultima tela, presentata alla Triennale di Milano del 1941, per
ragioni di "sicurezza" fu esposta in una sala secondaria dedicata
alla Sardegna) e diverse Crocefissioni. Contemporaneamente riallaccia
i rapporti con il gruppo di artisti e intellettuali (De Grada, Ernesto
Treccani, Migneco, Carlo Bo, Salvatore Quasimodo, Giancarlo Vigorelli,
Luciano Anceschi, Emilio Sereni, Mario De Micheli, Giuseppe Marchiori)
che daranno vita al movimento di Corrente.
1941
In marzo espone alla Bottega degli Artisti una piccola galleria
aperta da Treccani in via della Spiga 9 presentando 41 opere realizzate
tra il 1928 e il 1934, tra cui Giocatori di dadi, Ciclisti, Dioscuri,
Argonauti. Introducendo la mostra Anceschi parla dei dipinti di Sassu
come di "liriche
un canto estremamente intenso, alto, assoluto".
L'esposizione è visitata, tra gli altri, da Curzio Malaparte, che
acquista una tempera. Per sei mesi, tra Milano e Cogoleto dove
risiede con la moglie e la figlia lavora intensamente a Battaglia
di tre cavalieri, una grande tela (2 x 3 metri) da presentare al Premio
Bergamo: ma per ragioni politiche il quadro è respinto dal segretario
del Premio con la scusa che non passava dalla porta; sono comunque ammesse
altre due sue opere, un Caffè e una Deposizione.
1943
Conosce l'industriale Primo Minervino, il quale lo invita sul lago d'Iseo,
a Zorzino, per realizzare un affresco nella sua villa. Insieme a Minervino
e ad altri, svolge attività antifascista e antinazista: è
incaricato, tra l'altro, dei collegamenti tra la V Armata e la 53°
Brigata Garibaldi sul lago d'Iseo. Nei giorni della Liberazione si trova
a Lovere, presso il Comando della 53° Brigata Garibaldi: la sorella
lo informa che una lettera anonima lo accusa di aver rivelato nomi di
antifascisti, durante gli interrogatori subiti a San Vittore nel 1937.
Si reca a Milano armato presentandosi al comando delle Brigate Matteotti,
dove consegna le armi e gli viene riconosciuta la concreta attività
antifascista.
1945
Il 30 settembre la Galleria Ciliberti pubblica una sua monografia; il
4 ottobre si inaugura una sua mostra personale alla Galleria Santa Radegonda,
allora una delle più importanti di Milano. Risalgono a questo periodo
numerose Maison Tellier, soggetto tratto da un racconto di Maupassant.
1946
Alla fine della guerra apre in Valganna una piccola officina di ceramica
che chiude prestissimo. Tullio d'Albisola lo ospita per alcuni mesi nella
sua casa, dove Sassu trasferisce il suo mondo pittorico nella ceramica:
cavalli, cavalieri, ma anche scene di caffè ispirate alla serie
di Maison Tellier. Attento ai problemi tecnici, studia gli smalti e sperimenta
nuove emulsioni per esaltare le diverse velature. Fin da queste iniziali
prove, certi suoi lavori preludono, sia per materia sia per struttura,
all'informale.
1948
La prima produzione di ceramiche è esposta alla Galleria dell'Illustrazione
Italiana, in via della Spiga a Milano, e recensita da Leonardo Borgese,
che sul Corriere della Sera scrive: "Aligi Sassu ceramista, sorpresa
fino a un certo punto. Portato al colore acceso e intenso, portato all'arabesco,
portato alla macchia, portato agli accostamenti decorativi, era logico
che questo pittore a un certo momento trovasse sfogo nell'arte del fuoco
e dello smalto. Sfogo è la parola che ci vuole. Sassu come artista
è un indemoniato, è un sensuale, è un torbido: la
pittura comune in sostanza non gli bastava. Ha bisogno di stringere la
materia, di palparla, di scavarla e di gonfiarla. Ha bisogno che il caso
lo aiuti e collabori, magnifico artista, all'arte". Comincia a dedicarsi
anche alla scultura. Espone per la terza volta alla Biennale di Venezia,
dove presenta Cristo davanti al Sinedrio.
1950
Realizza il grande affresco sul tema del lavoro, nella foresteria delle
miniere di Monteponi (Iglesias).
1951
Ordina un'ampia rassegna di oli, tempere e ceramiche nel Museo Caccia,
a Lugano.
1952
In primavera espone alla Galleria La Colonna, a Milano, diretta da Renata
Usiglio.
1953
In autunno espone, sempre alla Galleria La Colonna, una serie di paesaggi
e immagini del porto di Savona.
1954
In estate partecipa per la quarta volta alla Biennale di Venezia, dove
presenta tra l'altro I martiri di Piazzale Loreto, opera acquistata in
quell'occasione da Giulio Carlo Argan per la Galleria Nazionale d'Arte
Moderna di Roma. Continua a lavorare la ceramica. Giungono ad Albisola
i giovani "nucleari", Enrico Baj e Sergio Dangelo. Insieme a
Fontana, Sassu è il protagonista della vita artistica di Albisola:
qui decora, in una trattoria, una grande parete con le Cronache d'Albisola,
ciclo in cui sono raffigurati il paesaggio, la vita e i personaggi di
Albisola. Inoltre realizza un mosaico della passeggiata a mare e, nella
vicina Savona, un pannello di ceramica sulla facciata della scuola Mameli.
Albisola gli concede la cittadinanza onoraria (con Agenore Fabbri, Fontana
e Asger Jorn) e la "Rosa d'oro".
1956
Compie un viaggio in Cina a capo di una delegazione di artisti italiani,
di cui fanno parte Antonietta Raphael Mafai, Fabbri, Giulio Turcato, Tono
Zancanaro e Ampelio Tettamanti: visita Pechino e Shanghai (dove tra l'altro
espone), Hangchow, Seyang, Canton e altri piccoli centri. Durante il viaggio
prende appunti e schizzi dai quali trae in seguito incisioni; inoltre,
ispirandosi al paesaggio cinese, svolge una serie di opere (tra cui il
grande quadro La nuova Cina) che presenta alla Galleria La Colonna. L'anno
successivo espone alla Galleria San Fedele di Milano una Via Crucis e
partecipa alla Mostra internazionale della ceramica a Nizza. In Sardegna,
dopo trent'anni di lontananza, realizza nella chiesa del Carmine di Cagliari
un vasto ciclo a mosaico raffigurante la storia dell'Ordine carmelitano.
1958
Esegue un affresco sul tema della pace nella Casa del Popolo di Valenza,
in provincia di Alessandria.
1961
Compie anche le prime esperienze di scenografo, prima per il teatro di
prosa (Il muro del silenzio, 1961), poi per il teatro d'opera (La giara,
1962), attività che svolge regolarmente accanto a quella pittorica.
Affresca ad Arcumeggia una stazione della Via Crucis e una Crocefissione
(1961).
1962
Esegue a Thiesi l'affresco di tema storico I moti angioini; nell'ambiente
oggi denominato Sala Aligi Sassu la stessa parete ospita
una grande figura in pietra a mosaico, tecnica che ricorrerà in
altre opere quali il Monumento al Corpo di Liberazione dell'Esercito Italiano,
a Sant'Angelo in Vado (Pesaro), realizzato nel 1970 in collaborazione
con il fratello architetto Francesco Sassu. Compie un breve viaggio nel
Nordamerica. Al ritorno svolge una serie di opere sul mondo degli oppressi
ispirate agli spiritual: spesso fa da modella la colombiana Maria Helena
Olivares y Medina, soprano assai apprezzato.
1963
Acquista villa Helenita a Las Quigaloas, nell'isola di Maiorca. Il contatto
con la natura e la cultura delle Baleari, oltre ad accendere ulteriormente
la sua tavolozza, allarga i suoi orizzonti tematici: nasce così
la serie delle Tauromachie, esposte tra il 1965 e il 1966 in molte città
italiane (Milano, Verona, Udine, Venezia, Firenze, Roma, Genova, Sassari,
Palermo). A proposito delle opere maiorchine Dino Buzzati, con elegante
e garbata ironia, scrive: "Per Aligi Sassu la nuova giovinezza si
chiama Palma di Maiorca: un sole terribile e speciale, colori terribili
e speciali (non troppo dissimili dalla sua patria Sardegna), chiese fiammeggianti
nel delirio meridiano, corride, tori, toreri, tori, tori, toreri, vino,
sangue, febbre, morte. Come se avesse subito una trasfusione di sangue
violento e rigoglioso. Chiuso, per restauri, l'allevamento di cavalli.
Messo su un allevamento di tori. I quali sono cateratte nere, purpuree
e fumiganti di muscoli, carne e furore. E ardono nei suoi quadri con la
disperazione, l'ira e il terrore dell'ora fatale. Bene. Se fossi El Cordobés
o El Viti, avrei una sola paura: che il toro da combattere questo pomeriggio
porti la firma di Aligi Sassu".
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1964
Realizza il mosaico nell'abside del duomo di Lodi.
1965
Espone disegni e sculture alla Galleria Civica di Monza.
1966
Su invito del governo rumeno è organizzata un'antologica di 100
dipinti a Bucarest.
1967
Si trasferisce a Monticello, in Brianza. Espone le Tauromachie alla Galleria
Trentadue, a Milano; lo stesso anno è allestita un'antologica alla
Galleria d'Arte Moderna di Cagliari.
1968
Presenta, alla Galleria Trentadue, solo tre opere, in stili diversi. Realizza
una serie di grandi dipinti fra cui un Che Guevara donato al Museo dell'Avana.
1969
Con una scena di battaglia ottiene il primo premio alla Biennale del "muro
dipinto".
1970
La Galleria Trentadue ripropone il ciclo degli Uomini rossi (1929-33),
in una mostra che successivamente è trasferita in altre città.
1971
Con Fontana espone alla Galleria Trentadue opere in ceramica realizzate
ad Albisola; partecipa alla mostra itinerante del bronzetto italiano promossa
dalla Quadriennale di Roma.
1972
Esegue i bozzetti per le scene e i costumi della Cavalleria rusticana
messa in scena all'Arena di Verona. Sposa Helenita Olivares.
1973
In occasione della riapertura del Teatro Regio di Torino cura le scene
e i costumi dei Vespri Siciliani, la cui regia è affidata a Maria
Callas e Giuseppe Di Stefano. La Galleria d'Arte Moderna del Vaticano,
appena inaugurata, gli dedica una sala, dove sono esposte, tra l'altro,
la grande Deposizione del 1943 e l'affresco Il mito del Mediterraneo.
Segue un periodo di intensa attività nel campo della grafica: la
Galleria Portici di Torino espone per la prima volta i disegni eseguiti
nel 1938 nel carcere di Fossano.
1975
Con l'esploratore Walter Bonatti, partecipa, in ottobre, a una spedizione
nella foresta amazzonica del Venezuela, con l'intento di raggiungere il
Salto Angel, la cascata più alta del mondo. Il viaggio si traduce
anche in disegni, acquarelli e dipinti, alcuni eseguiti sul posto, in
cui i paesaggi, i luoghi e le sensazioni sono declinati con colori limpidi
e intensi. Riceve il Premio Europa e dipinge lo stendardo per il Palio
di Siena.
1976
Realizza due grandi mosaici per la chiesa di Sant'Andrea a Pescara, dove
in precedenza aveva dipinto la cappella del Concilio Vaticano II. Pubblica
la cartella di sei grandi acquatinte La via dell'aurora con poesie di
Rafael Alberti. L'editore Prandi di Reggio Emilia gli commissiona un ritratto
di Mario Sironi all'acquaforte per il volume L'opera incisa di Sironi.
1977
Al Centro Rizzoli di Milano è ordinata una mostra di opere del
periodo futurista (1927-29); per l'occasione Vanni Scheiwiller pubblica
il volume Sassu futurista a cura di Luciano De Maria. Espone, tra l'altro,
a Rotterdam in una mostra sul tema della bicicletta; lavora a un ritratto
di Antonio Gramsci. Ritorna in Sardegna e dipinge un piccolo murale a
San Sperate; riceve la cittadinanza onoraria di Nuoro. Espone a Toronto
alla Madison Gallery, dove tiene anche una serie di conferenze sull'arte
italiana.
1978
In compagnia di un giornalista e di un fotografo compie un viaggio a Cuba
traendone ispirazione per una serie di pastelli e dipinti.
1979
Espone alla Madison Gallery di Toronto 15 incisioni dal titolo There Were
no Signs ispirate ad altrettante poesie del poeta canadese Irving Layton.
Illustra i volumi A les illes dello scrittore spagnolo Baltasar Porcel
e le Torxes de pau del poeta maiorchino Miguel Bota Toxto. L'editore italiano
Vangelista e quello spagnolo Guadalimar pubblicano la monografia Aligi
Sassu nell'isola ritrovata, a cura di Porcel. In occasione della pubblicazione
del volume, la Galleria Trentadue presenta la serie più recente
di paesaggi spagnoli. Nello stesso periodo viene ordinata una grande antologica
alla Loggia (antico Palazzo della Borsa) di Palma di Maiorca.
1980
Realizza le scene e i costumi per la Carmen l'Arena di Verona; la Galleria
Trentadue presenta una vasta rassegna sul tema dei ciclisti, accompagnata
dalla pubblicazione di un volume di Gianni Brera, I ciclisti di Aligi
Sassu.
1981
Lascia Monticello Brianza e si trasferisce di nuovo a Milano stabilendosi
nel quartiere di Brera. L'Accademia d'Arte "Dino Scalabrino"
di Montecatini Terme gli conferisce il Premio "Vita d'artista".
1982
Riceve il riconoscimento "Gli uomini che hanno fatto grande Milano".
In maggio alla Casa di Manzoni, a Milano, viene presentato il volume I
promessi sposi illustrato da 58 acquarelli eseguiti nel 1943. Dona alla
città di Sassari l'affresco Il mito di Prometeo, che viene collocato
nel Palazzo della Provincia, dove s'inaugura anche una sua mostra antologica,
successivamente trasferita alla Pinacoteca Civica di Jesi. La casa editrice
Priuli & Verlucca di Ivrea pubblica la seconda edizione aggiornata
del volume Il rosso è il suo barocco. Espone alla Galleria Trentadue
una serie di nuove opere dal titolo Mitologia e la cartella con sette
opere grafiche ispirate all'Apocalisse.
1984
Al Palazzo dei Diamanti di Ferrara è ordinata una sua mostra antologica
comprendente 111 opere, poi trasferita a Castel Sant'Angelo a Roma. A
Siviglia espone 135 opere in occasione della Settimana della Cultura italiana
organizzata dall'Università Internazionale Menendez Pelayo; al
Palazzo Reale di Milano è allestita una grande antologica con 270
lavori tra pittura, ceramica, scultura e opere murali. Nell'occasione
l'artista dona alla città di Milano una grande scultura. Espone
ancora in Germania nelle gallerie Stadthaus e Scheffel di Bad Homburg,
dove presenta sculture, alcuni dipinti e opere grafiche. Nello stesso
anno viene pubblicato il Catalogo generale dell'opera incisa e litografica.
1985
Viene organizzata una mostra itinerante de I promessi sposi in Canada,
prima presentata all'Istituto Italiano di Cultura di Toronto, poi al Museo
d'Arte Contemporanea di Montréal e alla Biblioteca Nazionale di
Ottawa. Inoltre espone alla Galleria Juan Gris di Madrid. Viene inaugurato
in piazza Tricolore un grande monumento alla Guardia di Finanza, mentre
per il centenario della nascita di Matteotti viene allestita a Fratta
Polesine un'ampia mostra dei disegni del carcere e dei quaderni politici.
Due esemplari della scultura Cavallo impennato vengono acquistati e collocati
nel giardino del Palazzo della Confcommercio di Milano e in piazza della
Repubblica di San Marino.
1986
Mostra alla Galeria Pelaires di Palma di Maiorca. Viene nominato "Appuntato
d'onore" della Guardia di Finanza, onorificenza attribuita in precedenza
a Giacomo Puccini e Gabriele D'Annunzio. Presenta tre dipinti alla XI
Quadriennale di Roma e alla mostra "Il luogo del lavoro" alla
Triennale di Milano; espone dieci opere degli anni '30 alla mostra sul
chiarismo ordinata al Palazzo Bagatti Valsecchi di Milano e alla Casa
del Mantegna a Mantova. Dopo cinque anni di lavoro completa la serie di
113 tavole che illustrano La Divina Commedia di Dante; tre vengono acquistate
dal Museo Puskin di Mosca.
1987
Viene nominato cittadino onorario di Palma di Maiorca. Allestisce una
grande antologica con lavori dal 1927 al 1985 al Museo d'Arte Contemporanea
di Monaco di Baviera; contemporaneamente, sempre a Monaco, tiene mostre
nelle gallerie Ruf ed Eichinger. A Copenaghen espone 58 acquarelli della
serie I promessi sposi. Nel decimo anniversario della strage di piazza
della Loggia espone a Brescia, su invito del Comune e del Comitato Unitario
Provinciale Antifascista, una selezione di opere d'impegno civile, dagli
uomini rossi alle fucilazioni. Al Museo del Paesaggio di Pallanza e al
Comune di Argenta viene allestita la mostra antologica "Sassu. Il
paesaggio", mentre al Castello Gizzi di Torre dei Passeri viene inaugurata
la mostra "Sassu e Dante" in cui sono esposte per la prima volta
le tavole de La Divina Commedia. Festeggia i sessant'anni di lavoro con
una grande antologica di 100 dipinti al Castello di Rivoli e dona alla
Regione Piemonte 40 disegni eseguiti nel 1938 nel carcere di Fossano.
1988
Ordina una mostra antologica di 90 lavori di pittura e scultura nel prestigioso
edificio gotico-catalano della Loggia di Palma di Maiorca.
1989
Si tengono una mostra antologica al Palau Robert di Barcellona, una personale
alla Gallery Universe di Tokyo e una mostra a Ravenna presso la tomba
di Dante. La scultura Cavallo impennato, donata alla città di Milano,
viene collocata davanti alla Pinacoteca di Brera; intanto lavora a un'altra
grande scultura in bronzo che viene collocata a Merano in occasione del
50° anniversario dell'Ippodromo Maya.
1990
In contemporanea con la pubblicazione del volume Sassu scultore e ceramista
(opere 19391989), vengono allestite due sue mostre di sculture a Milano
e a Roma. Gli viene conferito il premio "Lorenzo il Magnifico"
nella Sala dei Cinquecento a Firenze. Lavora a quattro grandi vetrate
per la sala consiliare del Comune di Giussano.
1992
In occasione dei suoi ottant'anni, è organizzata un'antologica
itinerante, comprendente 80 dipinti, in America del Sud: al Museu de Arte
di San Paolo del Brasile, al Museo d'Arte Moderna di Bogotà e al
Centro de Arte y Comunicación di Buenos Aires.
1993
Dopo due anni di lavoro, completa un murale in ceramica, di circa 150
metri quadrati, intitolato I miti del Mediterraneo per la nuova sede del
Parlamento Europeo a Bruxelles.
1994
Viene presentata la cartella Manuscriptum con incisioni eseguite da Sassu
su committenza dell'Armand Hammer Foundation di Los Angeles, per la mostra
itinerante "I ponti di Leonardo", che ha interessato le tre
maggiori città della Svezia, dove vengono esposte per la prima
volta opere grafiche di artisti contemporanei accanto a originali di Leonardo.
Al Palazzo Foscolo di Oderzo si tiene una sua mostra antologica e alla
Galleria Civica di Campione d'Italia la mostra "Sessant'anni di pittura".
Espone quaranta acquarelli e libri illustrati al Premio Bancarella a Pontremoli.
1995
Lavora a due grandi sculture: Nouredduna e Il dio Pan, esposto a San Marino.
Viene nominato dal Presidente della Repubblica Italiana "Cavaliere
della Gran Croce". Si tiene la mostra "Il sogno della poesia"
presso la stamperia di Arancio di Grottammare. La casa editrice Ilisso
pubblica Aligi Sassu, un approfondito studio monografico sull'opera dell'artista.
Esce il secondo volume del Catalogo ragionato dell'opera incisa e litografica,
che comprende una ricca bibliografia nella quale sono incluse voci sui
volumi illustrati con incisioni o litografie, le cartelle contenenti incisioni
o litografie, gli scritti di Sassu e la rassegna degli articoli apparsi
su riviste e quotidiani.
1996
Aligi Sassu unitamente alla moglie Helenita Olivares, dona alla Città
di Lugano 362 opere (217 dipinti, 130 opere grafiche e 15 sculture) realizzate
tra il 1927 e il 1996.
1997
Viene costituita a Lugano la "Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares",
con lo scopo di valorizzare l'opera del grande artista e di diffondere
la sua arte a livello internazionale.
Pubblica la sua autobiografia, Un grido di colore, in cui ripercorre le
tappe più significative della sua vita e del suo percorso artistico.
Termina la grande scultura in ferro "El cavals qe mira el sol de
Alcudia", commissionatogli dal Governo delle Baleari e rievocante
la dimensione futurista.
1998
Espone le tavole della "Divina Commedia" al Centro Museale Klovicevi
Dvori di Zagabria. Inaugura il mosaico "Prometeo" a Ozieri e
in provincia di Firenze presenta il gruppo scultoreo "Poseidone dona
il cavallo ad Atene". Il Museo d'Arte dello Splendore di Giulianova
gli dedica la mostra "Sassu. Il Sacro".
Termina la scultura bronzea "Il Ciclista" destinata alle Universiadi
di Palma di Maiorca nel 1999.
1999
La Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares inaugura con la rassegna
"Sassu futurista 1927-1929" , un ciclo di esposizioni a scadenza
annuale dedicate alla presentazione dell'intera produzione sassiana. Le
opere futuriste sono esposte a Lugano e presso il Casal Solleric di Palma
di Maiorca.
Da luglio a settembre Palazzo Strozzi di Firenze ospita una grande antologica
dedicata all'artista inaugurata il 17 luglio, in occasione del suo ottantasettesimo
compleanno.
2000
Nel mese di marzo nasce la Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares
di Maiorca e a giugno viene presentata ufficialmente a Besana in Brianza,
l'Associazione Amici dell'Arte di Aligi Sassu.
Il 17 luglio Aligi Sassu si spegne nella sua residenza C'an Marimon a
Pollença (Maiorca) nel giorno del suo ottantottesimo compleanno;
le sue ceneri riposano presso l'Oratorio di San Giuseppe a Vezia.
L'11 ottobre, a tre anni dall'apertura della Fondazione luganese, si inaugura
la seconda rassegna sull'opera del maestro, con la presentazione della
produzione primitivista, la mostra "Sassu primitivista 1929-1931"
è ospitata nelle sale del Museo Civico di Belle Arti, Villa Ciani
a Lugano.
In autunno si apre al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza la
prima mostra completa sulla produzione ceramica di Sassu.
2001
La mostra sulla produzione ceramica di Sassu presentata al Museo Internazionale
delle Ceramiche di Faenza è esposta al Museo Civico d'Arte Contemporanea
di Albissola tra marzo e maggio 2001.
La Fondazione Aligi Sassu e Helenita Olivares inaugura la terza rassegna
sull'opera del maestro, con la mostra "Uomini Rossi" presso
Villa Ciani di Lugano.
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