L'Alto Sebino e la Valle del Freddo


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L'Alto Sebino
 

La Valle del Freddo
La Valle del Freddo è lunga poco più di 600 metri ed è caratterizzata dalla presenza di tre depressioni simili a dolline. La Vetta origina in prossimità del Lago di Gaiano per risalire lungo le pendici del Monte Clemo verso norde-est ed è completamente incisa nei calcari di Zorzino che costituiscono buona parte del detrito di falda che caratterizza il fianco sinistro della valletta stessa. Questo materiale è lo stesso che a poche centinaia di metri di distanza in linea d'aria origina l'orrido detto "Bogn di Zorzino", altro interessante fenomeno naturalistico che cade a strapiombo sul lago d'Iseo. Lungo il fronte della massa glaciale e sui fianchi delle vallette attraversate, si trova l'ambiente idoneo alla vita di forme vegetali e animali tipiche del clima subnivale. Grazie alle "buche del freddo" la temperatura estiva del sottosuolo varia tra i 4/5°.
Per quanto riguarda l'aspetto faunistico la Valle del Freddo ne è molto varia. Infatti si possono scorgere da lontano una lepre brucare l'erbetta dei pascoli oppure vedere una donnola scorazzare allegra tra la pietraia. Più difficile è l'incontro con la volpe che però quasi ogni sera scende prima del tramonto ad abbeverarsi al lago percorrendo un suo tipico sentiero. Quasi impossibile invece l'incontro con il tasso, animale di abitudini notturne.

 


L'Alto Sebino, per gli amanti della natura è sicuramente un luogo di culto in quanto, in uno spazio relativamente piccolo si possono trovare diverse morfologie ambientali, partendo dalla montagna fino ad arrivare al lago. Il primo luogo che vi proponiamo di visitare è forse il più caratteristico della zona in quanto presenta particolarità uniche al mondo: la "Valle del Freddo". La Valle del Freddo, così chiamata in tempi recenti e meglio conosciuta localmente fino a pochi anni or sono come Valle del Diavolo o valle del Mat B&uulmnandol, è posta geograficamente nell'alta Valle Cavallina e più esattamente tra il Laghetto di Gaiano, il Monte Clemo ed il Monte Nà. Il notevole interesse naturalistico di quest'area è dovuto alla presenza di oltre 30 specie vegetali caratteristiche della flora alpina (rododendo irsuto, stella alpina, anemone alpino, etc.) ad un'altitudine media di soli 360 metri sul livello del mare. Si può senz'altro affermare che la Riserva Naturale della Valle del Freddo rappresenti quindi un fenomeno naturale unico nel suo genere e di grande valore scientifico.

 
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Data la delicateza dell'ecosistema e la particolare fioritura della valletta, le visite sono consentite solo nei mesi di Maggio, Giugno, Luglio nei giorni di Sabato e Domenica. E' possibile fare una sosta nei ristoranti tipici della zona posti sul lago di Gaiano.

Si può proseguire il viaggio dirigendosi verso il sentiero numerato 565 lungo circa 16 chilometri e facilmente percorribile in 4 ore partendo dalla stesa Valle del Freddo.

Da qui il sentiero raggiunge, attraverso stupendi boschi di castagno e di betulle, il Bogn di Castro, da dove con mezz'ora di strada si può deviare verso la "Rocca" e la chiesetta romanica di S. Lorenzo, recentemente restaurata e di discreto valore storico-srtistico.

 

Dal Bogn di Castro il sentiero prosegue a mezza costa sopra il lago d'Iseo sino a raggiungere il Bogn di Zorzino. Il percorso si snoda in alcuni boschi di recente impianto ricchi di essenze mediterranee di piacevole aspetto anche se parecchio danneggiati da alcuni incendi.

Il paesaggio è suggestivo e la vista spazia nella Valle Camonica e lungo le rive del lago d'Iseo e di Mont'Isola.
Il sentiero raggiunge quindi l'abitato di Esmate, piccolo e grazioso centro di origine medioevale posto in ridente posizione sulla collina di Solto (Solto Collina); da qui raggiunta da località di S. Lucia prosegue discendendo lungo un antica mulattiera per ritornare al punto di partenza presso la Valle del Freddo.

 

Per imboccare correttamente il sentiero del M. Clemo è necessario percorrere il sentiero didattico della Valle del Freddo raggiungendo il cartello "La vegetazione microclimatica", proseguendo poi verso oriente. Da quel punto in avanti il sentiero è tutto segnato.